ecmv house

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Dalle mappe del catasto austriaco (mappa del 1845 e mappa del 1852) si può notare come il centro storico si sia densificato ricoprendo anche quello spazio dove attualmente insiste il fabbricato. Con ogni probabilità l’intervento originario è riferibile a quegli anni.
Documentazioni fotografiche invece del 1914 mostrano chiaramente l’insediamento in parte abitativo e in parte commerciale dedicato a “ferramenta e legnami” che interessa anche la porzione di fabbricato in questione. La foto mostra chiaramente il centro storico di Camponogara con le sue funzioni , ma ci fa capire anche che i volumi erano allineati sia dal punto di vista delle fronti, che dal punto di vista delle forometrie, forometrie oggi completamente prive della memoria storica per quanto riguarda il fabbricato a ovest oggetto di intervento di piano di recupero di fine anni ’90, mentre per la parte est troviamo una maggiore corrispondenza con l’esistente.
Una foto del 1983 conferma l’impianto esistente prima dell’approvazione del piano di recupero.
Il fabbricato a sud, sviluppato su due piani, si presenta come un tassello di una cortina di fabbricati, in origine collegati anche strutturalmente.
Le murature si presentano in mattoni pieni con malta di calce.
Le fondazioni sono in mattoni pieni.
I solai sono in legno, privi di cappa collaborante, mentre il tetto è in legno con controssoffitti in arelle intonacate e la copertura in coppi curvi di laterizio.
La parte retrostante, a nord, sviluppata a piano unico, è un accessorio , molto probabilmente esistito da sempre, ma magari in origine in legno perché identificava una stalla o qualcosa legato al bestiame, rifatto negli anni ’60 con una fondazione a cordolo continua sottomuro in calcestruzzo debolmente armato e struttura in elevazione in muratura di laterizio semipieno lavorata a una o due teste.
Il solaio è in laterocemento con guaina catramata.
In origine, molto probabilmente, mancava l’elemento scala nell’unità principale in questione, infatti l’abitazione era fusa con quella confinante a ovest (esiste memoria di una porta al piano primo , oggi murata, di collegamento tra le due porzioni), si ipotizza che la scala fosse presente nell’altra unità.
Naturalmente, vista l’origine dei fabbricati, manca ogni tipo di isolamento termico/acustico.
Non esiste grande memoria cartacea che ci possa far ricondurre alle fasi costruttive.
Esiste sicuramente prova di un insediamento su piazza mazzini a partire dal 1845 e già dal 1852 un completamento di quel blocco comprensivo non solo della cortina fronte strada ma anche di prolungamenti verso l’interno del lotto.
Oggi il corpo di fabbrica principale è sicuramente quello che in origine è stato costruito, con una facciata in parte diversa, figlia delle tante trasformazioni avvenute nel tempo.
Il corpo di coda invece è stato trasformato nel tempo in qualcosa di più strutturalmente solido, passando da una struttura in legno tipica degli annessi e dei magazzini (stalle e pollai compresi) ad una in cemento e muratura in laterizio più tipica degli anni del dopoguerra.
Descrizione di eventuali decorazioni
Le decorazioni presenti in facciata sono decorazioni che non hanno importanza storica come gli archi ogivali presenti superiormente alle finestre del piano primo.
Esiste poi un basamento in graffiato di grosso spessore che sicuramente ricorda quello presente un tempo, quando si usava proteggere la parte più a contatto con le persone e i mezzi attraverso malte che potevano proteggere i muri o le tinteggiature.
Internamente nulla è di importanza storica tale da pensare ad una conservazione se non la tipologia costruttiva del solaio e del tetto in legno e dei pavimenti in legno al piano primo.
Nel tempo i progetti di ristrutturazione del centro storico, appoggiati anche da un mercato immobiliare che favoriva al piano terra le attività commerciali, hanno un po’ snaturato l’origine di questi fabbricati in aderenza, visto l’obbligo di inserire grandi aperture e vetrine con altezze dei locali nettamente superiori a quelle originali.
Con questo intervento si vuole rimanere fedeli alla forometria originaria, che ritroviamo anche in una foto del 1914, naturalmente i fori a piano primo verranno allineati a quelli ora esistenti, ma rimarranno comunque fedeli alla memoria storica.
I serramenti in legno e le cornici sui quattro lati in pietra di custoza sono elementi storici che rimmarranno fedeli al nuovo progetto.
La funzione del fabbricato rimane fedele alla funzione attuale di abitazione.
Vengono ricomposti i volumi e i fronti lato sud in allineamento con l’intervento già eseguito a ovest (ex piano di recupero) e senza superare l’altezza dei fabbricati esistenti.
Nel tempo il fabbricato ha subito trasformazioni prospettiche (prospetto principale sud) come l’inserimento di archi ogivali nei serramenti al piano primo, viene previsto un adeguamento delle aperture in contrasto con quelle originarie e allineate a quelle della parte ovest (ex piano di recupero).
Le facciate a sud oggi prevedono materiali e tecniche di rivestimento diverse da quelle originali. Assistiamo ad un mix di colori e finiture che distraggono l’attenzione verso la storia di questi fabbricati, in maniera così evidente che si è scelto in fase progettuale, di ritornare all’origine, di fare un passo indietro.
Il fabbricato torna quindi alla sua purezza, all’essenzialità, denudandosi da tutti gli intonaci presenti e mostrando la sua vera pelle, la pietra a vista.
In questo modo mostra anche le sue ferite, le sue trasformazioni quindi, e nella sua facciata fa rileggere la sua storia, una storia fatta di mutamenti e di adattamenti.
Questo oggi ci è permesso anche perché la funzione che si vuole dare al nuovo intevento è una funzione residenziale, che non necessita per forza di grandi aperture, ma rispetta quelle che un tempo scandivano il ritmo di questa lunga facciata.
La facciata rimane pulita da tubi di scarico (ad eccezione di un pluviale in rame), canne di ventilazione ed altro.
Seppur non fosse mai esistita una scala all’interno di questa unità, il fabbricato viene ristrutturato riportando la scala ad una posizione comunque fedele alla sua storia dopo la divisione delle unità, sempre nel senso longitudinale del fabbricato.