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Nel cuore della Riviera del Brenta, Villa Sofia Charming Rooms interpreta il tema dell’ospitalità attraverso un progetto in cui architettura, interior design e memoria del luogo si incontrano. Il recupero di una struttura preesistente diventa l’occasione per costruire una nuova identità, contemporanea ma profondamente legata a uno dei paesaggi architettonici più affascinanti del Veneto.
Tra Venezia e Padova, il Naviglio del Brenta attraversa un territorio segnato dalla presenza delle grandi ville costruite nei secoli dalla nobiltà veneziana. Architetture, giardini, barchesse e parchi monumentali compongono ancora oggi un paesaggio unico, nel quale il rapporto tra costruito, acqua e natura definisce un preciso modo di abitare.
È da questo patrimonio, più che da un singolo linguaggio formale, che prende origine il progetto di Villa Sofia Charming Rooms, a Dolo.
Completato nel 2026, l’intervento nasce dal recupero e dalla trasformazione di un edificio esistente. Il progetto sceglie di non riprodurre letteralmente i codici dell’architettura storica, ma di lavorare sulla loro capacità evocativa, traducendo suggestioni, atmosfere e riferimenti della Riviera del Brenta in un linguaggio contemporaneo.
Un progetto costruito sull’identità
Gli interni diventano il luogo privilegiato di questa narrazione. Materiali, cromie, superfici, luce, arredi e immagini concorrono alla costruzione di ambienti accoglienti e misurati, nei quali il riferimento alla tradizione non assume mai un carattere nostalgico.
Il passato viene piuttosto utilizzato come materia progettuale.
Il concept ruota attorno a nove tra le più significative dimore della Riviera: Villa Pisani, Villa Widmann, Villa Contarini dei Leoni, Villa Malcontenta, Villa Valier, Villa Foscarini Rossi, Villa Moscheni Volpi, Villa Badoer Fattoretto e Villa Ducale.
A ciascuna è dedicata una camera, pensata come un piccolo racconto autonomo all’interno di un progetto unitario.
Non si tratta di riprodurre gli ambienti delle ville, ma di restituirne un’eco. Una tonalità, un’immagine, un materiale o un dettaglio diventano elementi attraverso i quali suggerire il carattere dell’architettura di riferimento. Ogni stanza acquista così una propria personalità, mantenendo allo stesso tempo una continuità estetica con l’insieme.
Tra memoria e contemporaneità
Il progetto si muove volutamente sul confine tra memoria e contemporaneità.
Le suggestioni provenienti dalle dimore storiche vengono depurate da qualsiasi intento imitativo e inserite all’interno di spazi dal carattere attuale. La componente decorativa dialoga con elementi più essenziali, mentre la scelta dei materiali e degli arredi contribuisce a creare un’atmosfera sofisticata ma informale.
È un equilibrio fatto di dettagli, più che di dichiarazioni.
L’interior design assume così un ruolo che supera la semplice definizione estetica degli ambienti: diventa uno strumento per stabilire una relazione con il luogo e accompagnare l’ospite nella scoperta del territorio.
Il soggiorno comincia idealmente all’interno della camera e prosegue oltre le sue pareti, lungo il Naviglio, nei giardini e nelle architetture che hanno ispirato il progetto.
Abitare la Riviera
Villa Sofia propone così una personale interpretazione dell’ospitalità contemporanea, nella quale il carattere degli spazi nasce dal contesto e dalla sua storia.
Un progetto che evita la citazione letterale per privilegiare l’atmosfera, trasformando l’eredità delle ville venete in una presenza discreta: nei colori, nelle immagini, nelle materie e nei dettagli.
Più che raccontare la Riviera del Brenta, Villa Sofia invita ad abitarla.
Concept, Progetto di interior design e direzione artistica : Menegazzo Studio Architetti
Comunicazione e foto : Caratti e Poletto















